Si tratta di esercizi di origine molto antica, la cui funzione terapeutica principale consiste nell’attivare i Cinque Organi (Fegato, Cuore, Milza, Polmoni, Reni) e le funzioni e fasi energetiche ad essi correlate.
Metodo dei Cinque Animali.
L’origine degli esercizi terapeutici ispirati al movimento degli animali viene attribuita al semileggendario medico cinese Hua To (terzo secolo a.C.); numerose scuole sia di orientamento terapeutico che marziale si sono rifatte a questa tradizione; l’idea guida è di cogliere e “impersonare” l’essenza del movimento degli animali allo scopo di riattivare, per risonanza di Forma e Intenzione (Xing – Yi) potenzialità naturali assopite o dimenticate.
Gli esercizi che proponiamo rappresentano una sintesi di diverse tradizioni, principalmente quella del Yi Quan terapeutico, e possono essere impiegati sia a livello igienico e curativo che per espandere la capacità marziale.
Si comincia con le posture statiche di attivazione energetica (Zhan Zhuang), attraverso le quali si sviluppa la consapevolezza corporea: in particolare si cerca di percepire l’equilibrio dinamico fra immobilità e movimento, fra tensione e rilassamento, fra consapevolezza e Intenzione.
Alcune posture (Cavalcare la Tigre , Trattenere il Drago) sono specificamente destinate ad aprire e distendere le articolazioni di tutto il corpo e a stimolare alcuni canali energetici fondamentali.
Il Qi Gong “statico” ha soprattutto la funzione di nutrire il Qi di natura Yin (energia strutturale \ sostanziale).
Gli esercizi dinamici sono destinati a sviluppare soprattutto il Qi di natura Yang (energia sottile, forza vitale): si tratta di cinque atteggiamenti del corpo e della mente (Tigre, Orso, Scimmia, Serpente, Gru) ognuno dei quali ha un effetto particolare su un organo, o area funzionale, e su tutti i livelli anatomici, fisiologici e psichici ad essa correlati.
Sono esercizi apparentemente semplici, ma la cui efficacia reale si costruisce nel tempo attraverso una pratica costante e uno studio tecnico accurato, ma soprattutto allenando la mente ad entrare in una condizione fluida in cui conscio e inconscio, reale e immaginario possono interagire creativamente, riaprendo circuiti psichici e cosporei che non ricordavamo di avere in noi.
Marco Venanzi