La nostra Pasqua, festività equinoziale situata all’incrocio fra il calendario lunare e quello solare, è il vestigio degli antichi rituali destinati a favorire la “rinascita” della natura e la prosperità dei campi e dei pascoli; nelle civiltà pastorali un nuovo nato del gregge (l’agnello pasquale) veniva ucciso e dedicato agli dei prima della partenza per i pascoli estivi. L’Ariete, segno zodiacale della Primavera, ci rimanda al Vello d’Oro, simbolo, per gli alchimisti, di trasformazione interiore……
L’idea di un sacrificio necessario a far riprendere il ciclo cosmico è presente in tutte le antiche tradizioni precristiane e pre romane; esse abbondano di miti centrati sulla figura di un dio che muore, o perde la propria virilità, fecondando la Natura con il proprio sangue, e poi risorge ricongiungendosi con la Grande Madre. Il “Discepolo della Saggezza” si chiederà dunque quale possa essere quella parte preziosa di sè che occorre sacrificare perchè essa possa riunirsi alla propria natura autentica……. Nel Tai Ji Quan, in prossimità del momento culminante dell’azione (Da Zhuang) cerchiamo di sganciare la coscienza dalla mente superficiale lanciandola verso zone più profonde della mente dalle quali sorge l’impulso per l’armonioso completamento del ciclo della forza. L’addestramento di questo processo non è indolore: ogni praticante serio incontra dentro di sè le sue piccole annunciazioni, ma anche quaresime e crocifissioni (durante le quali a volte si chiede chi gliel’ha fatto fare di intraprendere questa strada….), ma anche rinascite, ovvero quei piccoli o grandi salti di qualità dai quali riconosciamo di essere sulla via che abbiamo scelto.
L’Uovo, tipico segno pasquale, come la colomba, è il tradizionale simbolo della creazione “in potenza”, detto nell’Induismo Brahmanda, o seme universale. Quale sorpresa troverà ciascuno di noi nel proprio “Uovo universale” personale dipende dal grado di profondità e di vuoto a cui la nostra coscienza può accedere nei momenti di meditazione che ci concediamo. Auguro a tutti noi di trovare in quella zona di silenzio qualcosa di luminoso che ci faccia sentire l’energia di un nuovo ciclo vitale, dentro e fuori di noi, e l’impulso a percorrerlo con forza e anche con libertà, come suggerisce un altro grande uovo, non pasquale, che con le sue originali teorie sulla soggettività del linguaggio sembra ricollegarsi all’ “usare nessun codice per camminare da nessuna parte” di cui parla il segno Da Zhuang dell’Yi Jing :
“Quando Io uso una parola (Humpty Dumpty) essa significa esattamente ciò che io ho scelto che essa significhi, nè più nè meno”
“La questione è” (Alice) “se tu poi far significare alle parole così tante cose diverse”
“La questione è ” (Humpty Dumpty) “chi è che deve comandare, è tutto qui”
(Lewis Carroll “Through the looking-glass and what Alice found there”)