Yoga: un percorso e una pratica transculturale. Seminario teorico-pratico, 29 novembre 2008 | Print |  E-mail

Seminario teorico - pratico condotto da Ada Servida

29 novembre 2008, ore 10 - 13

 

La pratica dello yoga ci fa partecipi di un processo nel quale in  una certa misura siamo tutti coinvolti: il viaggio dell’Io attraverso la diversità  culturale.....

Quota di partecipazione 30 Euro

Per informazioni e iscrizioni: 02-87381934

 

“Oriente e Occidente saranno i nostri simboli…..Oriente e Occidente non sono categorie geografiche (la terra è rotonda), né storiche (il destino storico dell’Oriente si gioca in Occidente) né culturali (tutto il mondo è paese: superstizioni, logiche, misticismi…). Si tratta piuttosto di due categorie socio-antropologiche. In ogni uomo e in ogni società vi è un oriente, un’origine, una luce mattutina e un occidente, un crepuscolo, una luce vespertina. L’uomo si orienta nella vita perché viene illuminato da una luce mattutina che gli viene data, ma cammina lungo la vita stessa perché scopre i sentieri che percorre grazie alla luce vespertina che egli stesso ha acquisito” (Raimon Panikkar) …”prima di tutto l’Oriente verso cui muove la nostra ricerca è un orientamento del cammino” (Luisa Bonesio)  

La pratica dello yoga ci fa partecipi di un processo nel quale in  una certa misura siamo tutti coinvolti: il viaggio dell’Io attraverso la diversità  culturale.  Non è facile orientarsi nel “mercato globale” delle proposte culturali e ciascuno di noi opera delle scelte, attraverso le proprie capacità selettive, seguendo propensioni che rispondono a criteri di necessità, ricerca, preferenza.  

 Alla base della scelta di praticare Yoga, quasi sempre c’è una necessità di tornare all’ascolto del corpo, nella sua costante connessione con la mente. Risvegliare la presenza a se stessi e ad  un esserci che può far stare meglio. La lunga storia della separazione tra il  corpo e la mente consumatasi in Occidente  a partire da Platone, dalla negazione del corpo nell’ermeneutica cristiana, fino alla separazione cartesiana alla base della   straordinaria avventura della scienza moderna,  ha  avuto una ricaduta di sofferenza e vuoto   sul piano soggettivo, sofferenza  che viene sempre più spesso compensata da spezzoni e inserti di  trame di culture tradizionali che tale separazione non hanno praticato. Le ricerche nell’area delle neuroscienze hanno messo in luce la connessione originaria e costante nel tempo, tra il corpo e la mente e l’influenza che ha sul soggetto tutto ciò che si sedimenta nella memoria implicita nei primi anni di vita, in fase preverbale e prerazionale; è spiegabile perciò  la domanda  sempre più indirizzata verso esperienze  capaci di far ritrovare il senso profondo della propria unità.  Ci si rivolge alle grandi tradizioni del passato per scoprire il bandolo della matassa del complesso presente che obbliga a cambiamenti  molto accelerati e   ad un’espansione dei propri contenuti identitari,  per lo più senza sostegno.Il laboratorio della cultura indiana ha sedimentato straordinari saperi in merito al rapporto corpo-mente e lo yoga, che ne rappresenta una   preziosa porzione, può essere un valido aiuto per il viaggio transculturale dell’Io, aumentando senso di presenza e risorse e fornendo strumenti per un  cammino di riunificazione psico-fisica. “Il Buddha ha insegnato che il corpo  e la mente non sono entità separate: il nostro corpo è la nostra mente , così come la nostra mente è il nostro corpo…Nella tradizione buddista la formazione corpo-mente è chiamata naparupa. Naparupa è l’insieme psiche-soma , corpo-mente in quanto entità unica. (Thich Nhat Hanh)  Un percorso esperienziale e conoscitivo di ampio respiro è un ampliamento delle proprie coordinate culturali d’origine  con elaborazione approfondita di elementi presi  da altre tradizioni culturali. 

 Riferimenti bibliografici:

Bonesio L.,Cartografie dell’invisibile, Opere di Francine Mury, Casa Cavalier Pelanda, Biasca 1996, p.6

Panikkar R., L’esperienza filosofica dell’India,Cittadella, Assisi 2000, p. 12

Thich Nhat hanh, Spegni il fuoco della rabbia,Mondador, Milano 2001, p. 15 

 

 Ada Servida Vento è sociologa e insegnante di yoga.Lavora alla Fondazione Cecchini Pace di Milano deve è responsabile dell’area di ricerca transculturale nell’ambito della connessione corpo-mente.Insegna al Corso di specializzazione in Psicoterapia transculturale. Allieva di Gianna Devoti, diplomata presso la Scuola  Yoga Ratna di Gabriella Cella Al Chamali, dal 1996 segue gli insegnamenti del Dottor M.V. Bhole, già direttore scientifico del Kaivalyadhama Institute di Lonavla (Mumbai), per quanto riguarda lo yoga-terapiaCollabora dal 1980 con Rosalba Terranova Cecchini, Neurologa e Psichiatra Tranculturale, per un approccio transculturale alla pratica yoga.

 

 
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