| Indice articolo |
|
MAGGIO
|
|
Pagina 2
|
Pagina 2 di 2 Maggio e il Serpente….. Nel mondo precristiano il 30 Aprile era la faccia “oscura” (Yin) dei riti della vegetazione e della fertilità, il 1° Maggio ne era l’aspetto “solare” (Yang), quello che a tutt’oggi continuiamo a celebrare come “festa del lavoro”, senza probabilmente renderci conto che il lavoro di cui si tratta è in realtà quello della Natura!In effetti la Cristianità ha trasformato tutto ma, saggiamente, senza cancellare nulla. L’antica Fauna è ben presente nelle raffigurazioni della Madonna col Serpente….Nell’insolita immagine che viene qui presentata (La Madonna del Serpente, del Caravaggio, sulle cui interpretazioni psicoanalitiche, pur molto interessanti, sorvolo per non andare troppo fuori tema) vediamo la Madonna che insegna al piccolo Gesù come trattare il serpente; forse il serpente diventerà un giorno un Drago e il bambino un San Giorgio, e allora se la vedranno da soli, ma ora è il piede della (Grande) Madre che controlla il rettile….. 
Peraltro l’osservatore attento non potrà non vedere in questo Gesù un piccolo Dioniso che, accudito dalle Madri, si prepara ad irrompere nella vita degli uomini come quel modo di essere della Natura che a volte sembra fare violenza al sentimento umano strappandolo dalla sua quotidiana tranquillità.K. Kerenyi, uno dei più illuminati interpreti della nostra mitologia classica, considerava Dioniso come esperienza di ciò che i greci chiamavano “Zoe”, ovvero il flusso eterno e ininterrotto della Vita Universale, simile a un fiume da cui le vite biologiche individuali (“Bios”) emergono e in cui si risolvono, un “tempo dell’essere” che può essere pensato solo come infinito, e che il Serpente ben si presta a rappresentare, soprattutto nella forma del Serpente che inghiotte e rigenera se stesso (Uroboros). L’albero di Maggio Come il Natale, anche Maggio ha il suo albero cosmico, visto soprattutto come dispensatore dei doni della Natura fertile agli uomini, è “l’Albero della Cuccagna” di tante tradizioni e feste popolari di tutta Europa.Per il praticante taoista è l’asse centrale cerebro – spinale percepito in questo contesto come l’origine di ogni organo e funzione, è il Canale Chong Mai, funzionalmente analogo al Sushumna della tradizione induista, detto anche “il mare degli organi e dei canali”, il primo canale che si forma nella genesi dell’essere umano. Mentre nel Solstizio d’inverno l’asse centrale è la via per il ritorno all’origine, in questo momento è la via maestra della manifestazione del nostro essere nel mondo. Il Drago di Maggio Questo grande movimento di apertura della Natura attraverso di noi può consentirci di coglierne i “doni”, ovvero tutte quelle potenzialità, capacità e inclinazioni che sono più favorevoli alla nostra evoluzione personale e alla nostra espressione in questo mondo, e che in altri momenti può essere meno facile apprezzare. Cogliere tali doni significa non fermarsi, bensì disporsi a cambiare in funzione di ciò che la nostra natura autentica ci offre: “Il Discepolo della Saggezza usa l’originaria fermezza per non sostare….”. Nel linguaggio taoista “fermarsi” non è solo “non muoversi”, ma è anche il muoversi verso qualcosa, o seguendo qualcosa, ma senza cambiare….L’ultimo Drago comparso sulla scena è il “Nove sopra”, a proposito del quale si dice: “Il prepotente Drago possiede pentimento…… traboccare non permette di durare davvero” Nel Tai Ji Quan questo significa che quando l’onda di espansione della Mente – Energia – Forza (Yi – Qi – Jin) raggiunge il culmine il corpo viene lasciato libero di ritornare gradualmente verso la terra per consentire l’inizio di un nuovo ciclo senza che il precedente venga interrotto.Quando nella pratica taoista dei Dodici Segni accordiamo coscientemente il respiro al segno Qian noi sviluppiamo una forte intenzione ascendente dorsalmente lungo la colonna vertebrale (canale Du Mai) nella fase inspiratoria, per poi rilasciare l’espirazione senza alcun controllo cosciente mentre la mente affonda nella profondità del corpo e il Qi ridiscende anterirormente verso il perineo (Punto Hui Yin del canale Ren Mai); è importante notare che il segno Qian nel corpo è collocato nella nuca, ed è in quel punto che il movimento intenzionale del respiro raggiunge il culmine; quando il flusso dell’inspirazione e dell’Intenzione raggiunge la sommità del capo (Bai Hui), che è il punto più Yang, già la mente comincia a rilasciare la concentrazione che ha guidato il respiro fino a quel momento evitando in tal modo di creare un eccesso di energia attiva nel punto Bai Hui. E’ in proporzione alla capacità di costante cambiamento e di manifestazione della capacità operativa concreta del Dao (“De”, spesso tradotto come “virtù” , ma da intendersi propriamente come il “Realizzare-Dao” nella concretezza della vita) che l’intenzione cosciente può attenuarsi fino a scomparire nella naturalezza: “Vedere un branco di Draghi senza una testa. Significativo. La realizzazione della celeste Virtù del Dao non permette L’attivazione di una testa davvero” 
|