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Pagina 2 di 2 Atteggiamenti con l’arma. Alcuni concetti schermistici di tradizione occidentale possono essere considerati universalmente validi e dunque interessanti anche nel contesto della spada Tai Ji.
La guardia “La guardia è l’atteggiamento che permette allo schermidore di essere pronto sia all’attacco che alla difesa. La correttezza di questo atteggiamento influisce in modo determinante sulla bontà dell’esecuzione di tutti i movimenti che lo schermidore può compiere.”Si ricordi che la postura fisica di guardia deve essere sostenuta dall’adeguato atteggiamento mentale. La linea d’offesa. Si dice “tenere l’arma sulla linea d’offesa” (brevemente “arma in linea” o “ferro in linea”) quando, stando in guardia con il braccio armato esteso e la punta della spada in direzione del petto dell’avversario, questo non possa attaccare senza prima aver deviato il ferro che gli sta davanti. La Misura La misura, o distanza (in giapponese “Maai”, composto da “Ma”, distanza, e “Ai”, unire o andare insieme) è lo spazio che intercorre tra il bersaglio di due schermidori.Insieme al tempo e alla velocità, che insieme costituiscono il ritmo (in giapponese “Hyoshi”), è una delle componenti essenziali del combattimento di spada. Il senso della misura è un fattore essenziale perchè consiste nel saper valutare la distanza dell’avversario in modo tale che risulti sufficiente per portare a segno un colpo o per difendersi. Le misure della scherma sono le seguenti: - Sottomisura (ovvero corpo a corpo): richiede di flettere il braccio o spostarsi diagonalmente per poter colpire. - Stretta (ovvero corta): permette di toccare l’avversario solo allungando il braccio. - Giusta (ovvero d’allungo) : permette di toccare l’avversario andando in affondo.- Camminando: richiede, prima dell’affondo, l’esecuzione di un passo in avanti. L’Affondo E’ la posizione finale di ogni azione di attacco che implica lo spstamento del corpo in avanti e la sua estensione nello spazio, compatibilmente con la corretta trasmissione della forza elastica dalla gamba arretrata alla punta della spada. L’invito Consiste nello scoprire un bersaglio valido spostando l’arma dalla linea d’offesa, creando così un’apertura che invita l’aversario ad attaccare in quel preciso punto. Il legamento Consiste nell’assoggettare la lama avversaria deviandola dalla linea d’offesa; si esegue normalmente da una delle posizioni di invito, e costringe l’avversario a non poter passare all’offesa senza svincolare la punta o deviare a sua volta l’arma che lo sta legando. Si esegue meglio sul debole (= parte più flessibile) della lama avversaria con il forte (a giusta misura) o il medio (a misura camminando) della propria lama.In cinese l’espressione più simile a “legamento” è “Jiao”, letteralmente “intrappolare” o “avviluppare”; è un atteggiamento molto frequente nella forma di spada Tai Ji. La cavazione E’ un passaggio a spirale della punta diretto a svincolare la propria arma dal legamento avversario, con l’intento di colpire il bersaglio scoperto a causa dello stesso legamento.Si possono considerare teoricamente nella cavazione due momenti, quello iniziale di svincolo (curvilineo) ed un momento finale perentorio (rettilineo). Nell’esecuzione pratica però questi due momenti si devono fondere così da risultarne effettivamente un tempo senza soluzione di continuità. Le parate Ogni movimento diretto a deviare e sottrarsi al colpo si chiama parata. Si può eseguire deviando con il proprio ferro il colpo avversario (anche in questo caso “forte su debole”), oppure sottraendosi all’attacco spostando il corpo (parata di misura). Le risposte Il colpo che si vibra dopo una parata si dice risposta. L’elemento indispensabile della risposta è la velocità perchè essa deve colpire l’avversario prima che questi abbia iniziato il movimento della ritirata in guardia, impedendogli così qualsiasi difesa.Si può rispondere sia mantenendo il contatto con il ferro avversario (risposta di filo) sia distaccando la propria lama da quella avversaria (risposta al distacco). La rimessa E’ l’azione che si ripete restando con il corpo in affondo, dopo aver eseguito un colpo d’attacco o di risposta; è un secondo colpo che si vibra allorchè l’avversario, dopo aver parato, non risponde immediatamente. Prima e Seconda Intenzione Qualsiasi azione di attacco che si esegue con decisione e l’intento di superare la reazione avversaria si chiama di “prima intenzione”.“Seconda intenzione” significa provocare la reazione dell’avversario e quindi rapidamente applicare la premeditata contraria; questa seconda modalità è più in armonia con il principio Tai Ji. La Spada Sensibile Perché la spada diventi una parte del nostro corpo bisogna partire dall’esperienza della spada come “corpo estraneo” con il quale dobbiamo entrare in relazione e stabilire progressivamente un rapporto dinamico; la presa che esercitiamo sull’impugnatura, ferma ma mai rigida, il modo di richiamare la spada verso il corpo, di allontanarla per colpire il bersaglio seguendo la linea dell’Intenzione, di farla ruotare per neutralizzare un attacco, tutto questo viene allenato applicando alla spada gli stessi principi che applichiamo nel toccare e controllare le braccia del nostro partner di tui shou. Man mano che questo rapporto matura attraverso la pratica della Forma potremo misurarne la qualità incontrando la lama di un’altra persona in quel gioco sottile e profondo che è la scherma libera Tai Ji, che è ancora una volta Tui Shou, ma in cui il contatto avviene attraverso le spade anziché le mani. Da un lato questo rende il gioco molto più difficile perché è difficile “sentire” attraverso la spada e perché essa, come nella forma a solo, amplifica clamorosamente il minimo errore; d’altra parte il “duello” schermistico appare spesso più “leggero” perché privo di quella drammaticità che, involontariamente ma quasi inevitabilmente, tende ad emergere quando le mani di un’altra persona toccano e sembrano minacciare il nostro corpo….. Occasioni di pratica La scherma libera non è abitualmente proposta nelle scuole di Tai Ji, dove per lo più si studiano le forme a solo e sequenze preordinate di movimenti eseguite in coppia. Una buona occasione di contatto con questa disciplina sarà il prossimo raduno nazionale di Scherma Tai Ji che si terrà a Milano Domenica 14 marzo presso il Centro Asteria, in Piazzale Francesco Carrara dalle 10.00 alle 13.00. La pratica sarà guidata da Enzo Simeoni e Monica Architetto, autorizzati all'insegnamento della Scherma Tai Ji dal Maestro Ken Van Sickle, allievo diretto del Grande Maestro Cheng Man Ching. L'evento è rivolto a tutti i praticanti di Tai Ji Quan, indipendentemente dalla Scuola di appartenenza. Attrezzatura richiesta: spada di legno (chi non ne fosse in possesso potrà richiederne una in uso per la durata delle attività). Per maggiori informazioni sul raduno visitate il sito www.elicoides.it.
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