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La Disciplina, lo Spazio e il Tempo La prima dimensione che si incontra nello studio della Forma ha una valenza psicologica molto importante anche se viene percepita dai più solo in modo molto indiretto; si tratta della funzione "genitoriale" della Forma, attraverso la quale il praticante apprende le regole base della "Famiglia". La forma è Padre in quanto impone una ben precisa sequenza sostenuta dall’autorità della Tradizione ed è Madre in quanto accoglie l’adepto nella sua cornice protetta di un percorso pre-costituito dove egli può fare la sua esperienza di successi ed errori senza il timore dell’imprevisto; l’accettazione della funzione "normativa" maschile della Forma ci consente di accedere alla sua funzione "nutritiva" femminile grazie alla quale la sostanza dell’arte ci diviene gradualmente manifesta, e l’apparente caos della nostra Natura, come sotto l’effetto di un potente principio ordinatore, ci mostra a poco a poco la sua logica occulta. La Forma, coppia primordiale Yin Yang, ci autorizza ad occupare con pienezza il nostro spazio nei limiti da essa prefissati e nel rispetto dello spazio-forma degli altri, e ci abitua alla relazione fra spazio, ritmo e tempismo (timing), ovvero la capacità di fare esattamente la cosa giusta al momento giusto. In ultima analisi, essa è lo strumento primario per manifestare la nostra esistenza in una prospettiva Tai Ji. La Forma come Crogiuolo Quanto detto sopra non avviene mai senza conflitti: entrare in una forma implica infatti il rinunciare alla propria "forma personale" ovvero quell’insieme di atteggiamenti e reazioni istintive che sostengono la nostra abituale postura fisica e mentale e questo suscita inevitabilmente forti resistenze; e tuttavia questa "lotta contro la Forma" è l’anima stessa dell’apprendimento Tai Ji e, se condotta con piena consapevolezza e determinazione, porterà a poco a poco a rendere fluido il nostro corpo-mente, ciò che è l’autentico obbiettivo della pratica. E qui abbiamo la prima trappola: se riusciamo ad essere sufficientemente, ma non troppo clamorosamente, imprecisi nel nostro gesto ecco che il conflitto si attenua senza che ce ne accorgiamo, l’esecuzione della sequenza diventa abituale, ci sentiamo tranquilli e rilassati, e così possiamo rimanere quello che siamo sempre stati.... Ben diversa è la sensazione di distensione che proviamo quando abbiamo affrontato e risolto un momento difficile della nostra relazione con la Forma. Il segno 50 dell’Yi Jing (Ding, il Crogiuolo) dice: "Il discepolo della saggezza usa correggere la posizione per cristallizzare il destino"
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