La Forma Tai Ji tra precisione e soggettività | Print |  E-mail
Indice articolo
La Forma Tai Ji tra precisione e soggettività
2. Disciplina-Spazio-Tempo
3. Esterno e Interno
4. Lento e Veloce
boccioniE’ opportuno domandarsi se il movimento del Tai Ji e le sue forme codificate, con la loro appagante estetica, e persino talora forza, non siano spesso diventate un congegno di nascondimento, attraverso il quale il praticante stesso si allontana sempre più dalla natura autentica e profonda del muoversi nella sua dimensione fisica e mentale...

LA PROCESSIONE ESECUTIVA......... LA FORMA TAI JI TRA PRECISIONE E SOGGETTIVITA’

Prima di addentrarsi nell’analisi del rapporto tra forma - precisione e sviluppo di una soggettività evolutiva e libera occorre domandarsi se il movimento del Tai Ji e le sue forme codificate, con la loro appagante estetica, e persino talora forza, non siano spesso diventate un congegno di nascondimento, attraverso il quale il praticante stesso si allontana sempre più dalla natura autentica e profonda del muoversi nella sua dimensione fisica e mentale.

Osservando buona parte del Tai Ji oggi proposto (non tutto per fortuna) si rimane a volte sconcertati, al punto da sentirsi di dire, con parole che mi permetto di prendere a prestito, che esso "......... offre uno spettacolo così compassionevole di barbarie, di goffaggine e di monotona imitazione, che il mio occhio....... se ne ritrae con profondo disgusto! ............ domina l'imitazione cieca e balorda delle formule ereditate dal passato, imitazione che viene incoraggiata dalla doppia vigliaccheria della tradizione e della facilità.........."

Così disse Umberto Boccioni nel 1912 a proposito della scultura nel suo "Manifesto tecnico della scultura futurista". Egli si pose il problema di rendere visibile il movimento attraverso qualcosa, la scultura appunto, che non si muove; e ci riuscì mirabilmente: la sua straordinaria opera "Forme uniche della continuità nello spazio" ci mostra un perfetto corpo Tai Ji in cui masse e onde di forza si muovono attraverso un essere che, per chi ha avuto la fortuna di vedere l’opera "dal vivo", sembra davvero avanzare con estrema decisione verso un’imperscrutabile meta. Lo definisco un perfetto corpo Tai Ji per la potenza degli arti inferiori, del tronco e del cingolo scapolare; la testa è appena accennata, a denotare l’immersione della coscienza nella fisicità del corpo; è il movimento delle masse muscolari sconfinanti nello spazio che mostra la Consapevolezza e l’Intenzione nel loro operare profondo "...facendo vivere la linea muscolare statica nella linea - forza dinamica........ il ponte tra l'infinito plastico esteriore e l'infinito plastico interiore......." (U. Boccioni); e infine non vi sono braccia, in omaggio al principio Tai Ji che impone alle braccia di seguire il corpo.........

A noi spetta il compito, paradossalmente simile, di svelare il movimento autentico, potremmo dire non visibile, attraverso la decodificazione del movimento visibile e di comprendere il legame che intercorre fra l’accuratezza della forma esterna (Ming Jin "La forza del lavoro visibile all’esterno") e l’efficacia del processo ideomotorio interno (An Jin "la forza invisibile").

Che cos’è una Forma?

Tutti sanno che la maggior parte delle arti orientali si apprendono mediante forme, cioè sequenze dinamiche di gesti e movimenti, (Lu, in cinese, kata, in giapponese) e si dà per scontato che esse racchiudano i principi guida e gli elementi fondamentali del patrimonio tecnico e degli atteggiamenti posturali propri della Scuola.

Non si sa per certo come e quando esse siano state sviluppate, ma non c’è dubbio che alle origini della storia dell’uomo non vi fosse significativa differenza fra il comportamento di caccia e il combattimento con i propri simili: armi e metodi erano sostanzialmente gli stessi, nè vi era divisione sociale di compiti da questo punto di vista. E’ solo in una fase più avanzata della civiltà che si sono formate classi, temporanee o permanenti, specializzate nel combattimento; corrispondentemente, le armi e le tecniche si sono via via evolute in discipline complesse, ed è probabilmente con questa evoluzione che si è cominciato ad impiegare sequenze preordinate come strumento di apprendimento e trasmissione di atteggiamenti di base e combinazioni di tecniche di attacco e difesa, che, grazie alla costante ripetizione, divenivano istintive ed automatiche.

In alcune aree culturali la classe dei guerrieri, o almeno una parte di essa, si rese conto che i metodi di coltivazione del corpo allora impiegati potevano essere notevolmente raffinati e usati non più solo per preparare l’adepto al combattimento reale, ma anche per facilitare processi di trasformazione interiore (alchimia interna) e di evoluzione spirituale.

Tracce evidenti di questa modificazione sono rintracciabili nelle arti guerriere dell’India classica, come il Vajramusti ("Pugno-Fulmine") che secondo alcuni studiosi faceva ampio uso di forme codificate chiamate Nata, per analogia con le danze rituali religiose, e destinate per gran parte alla coltivazione interiore. Qualcosa di simile accadde in Cina, dove alcune scuole marziali fiorirono direttamente sotto l’influenza della tradizione indiana che il semileggendario monaco-guerriero BodhiDharma trasmise nell’area del monastero Shaolin, altre, come il Tai Ji Quan ("Pugno della Suprema Polarità") si svilupparono in stretta connessione con la cultura autoctona taoista.

A me piace pertanto, almeno nel contesto Tai Ji, definire la Forma come un Laboratorio Alchemico Mobile destinato a indurre lo sviluppo di un corpo-mente Tai Ji, ovvero a condurre l’adepto lungo uno specifico sentiero di sviluppo delle sue potenzialità latenti.

Un laboratoro è affidabile nella misura in cui conduce a termine le proprie operazioni, siano esse scientifiche o magico - religiose, con accuratezza; a maggior ragione un laboratorio che ha a che fare con la struttura profonda della nostra Natura e della nostra Vita richiederà la massima precisione perchè il risultato sia quello previsto e questo vale dai livelli più elementari di apprendimento fino a quelli più avanzati.



 
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