| Indice articolo |
|
AGOSTO
|
|
Pagina 2
|
Pagina 2 di 2 Solve et Coagula “Dissolvi e riunisci” : così, in modo estremamente sintetico, la tradizione alchemica riassume la natura del lavoro interiore; liberare la Forma sottile dell’essere dai limiti imposti dall’involucro corporeo, per poterlo poi ristrutturare in modo più conforme al progetto originario (Yuan Shen) che portiamo con noi nel mondo. Anche di questo ci parla il segno PI, è una separazione necessaria per superare l’”ostruzione” al flusso della vita che si determina man mano che lo spirito fa sempre più fatica ad abitare una struttura psichica e fisica resa rigida e pesante da blocchi e conflitti fisiologici e mentali. Il mese di agosto sarebbe propizio, grazie alla potenza vitale che lo caratterizza, per osservare queste forze in gioco. Ma le vacanze (le “ferie” o feste di Augusto, l’imperatore romano da cui il mese prende nome) tendono a portarci in direzione opposta, verso una estroversione totale della nostra attenzione, una “separazione da sé” nel vano tentativo di trovare pace dagli assilli dei mesi di lavoro. C’è chi in vacanza si agita senza trovare un attimo di pausa, chi invece si annoia e non vede l’ora di riprendere il lavoro; modalità apparentemente opposte di una stessa “malattia”, la difficoltà ad ascoltarsi. Eppure, per liberare “lo Zolfo dalle sue prigioni” occorre prima immergersi in quel “caos filosofico” che è la Natura incessantemente all’opera nel profondo di noi stessi. 
Gli antichi romani a ferragosto festeggiavano Diana, la cacciatrice regina delle selve; quando, da ragazzini, si andava per boschi e macchia alla ricerca di more e altri frutti gustosi (a volte portando con sè la carabina Diana ad aria compressa, il primo regalo “serio” del padre che prefigurava l’avvicinarsi di una giovinezza più matura…) si percepiva ai margini della coscienza il senso della natura selvaggia e fruttifera insieme. Oggi, la festa dell’assunzione sembra molto lontana dalle sue origini pagane, se non nella celebrazione (forse non voluta in tutti i suoi significati) della sacralità del corpo…. Ogni tanto, proprio quando la Natura è al massimo del suo movimento di manifestazione, dovremmo ascoltarla nel profondo di noi stessi, essendole semplicemente presenti, in silenzio, abbandonando persino qualsiasi pretesa di progresso spirituale (“Il discepolo della saggezza: Dao dissolto davvero”) Voglio concludere a questo proposito con un breve estratto dal romanzo di Achille Campanile, scritto nei lontani anni trenta, citato all’inizio dell’articolo: “Dopo l’una, quando lo stabilimento si fu sfollato e il mare restò deserto, fecero il bagno le bagnine. Poi vennero fuori e andarono a mangiare. Anche i pescatori se ne andarono.Il mare rimase solo!Finalmente solo!Cessato il chiasso, cessata la confusione, il gran mare poteva ora tranquillamente sbizzarrirsi un poco……. “ 
|